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Updated: April 2, 2018

Mangiare fuori è un piacere, ma può essere problematico

In Giappone, l'attenzione a diete vegetariane e vegane non è ancora sufficiente e bisogna fare attenzione: anche i piatti che sembrano privi di carne e pesce possono contenere brodo 'dashi', che è una delle colonne portanti della cucina giapponese e spesso viene ottenuto da tonnetto striato secco.

I prodotti privi di glutine si trovano nei negozi di cucina macrobiotica delle città più grandi, ma costano, ed difficile che se ne faccia uso nei ristoranti. Per chi segue una dieta senza glutine, la salsa di soia, altro pilastro della cucina giapponese, contiene grano.

La stessa situazione vale per gli ingredienti kosher e halal: ci sono ristoranti che ne fanno uso, ma sono molto pochi.

Per evitare problemi conviene comunicare in anticipo all'hotel o alla struttura in cui si soggiorna le eventuali esigenze alimentari in modo più dettagliato possibile, ricordando che le grandi catene riescono di solito a soddisfare varie esigenze meglio degli hotel più piccoli o dei 'ryokan' tradizionali.

In conclusione, però, non è il caso di essere pessimisti: quali che siano le esigenze alimentari, viaggiare in Giappone si può. La cosa migliore da fare è informarsi bene in anticipo cercando i posti adatti a seconda che si sia vegetariani, vegani, si segua una dieta priva di glutine o con ingredienti kosher  o halal.

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